AAGDMN - Cosa sapere - Vademecum del giovane con diabete(tratto
dal sito AGDI)
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COME PROMUOVERE LA
SALUTE
DEL BAMBINO CON DIABETE |
| Maurizio Vanelli - Marco Evi Martinucci -
Giovanni Chiari |
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| INDICAZIONI PER LA
FAMIGLIA |
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Testi di
Maurizio Vanelli
Professore ordinario di Pediatria
Università di Parma
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Marco Evi Martinucci
Medico Responsabile del
Centro Regionale di Riferimento
Diabete Età Evolutiva
Ospedale "A. Meyer"
Firenze |
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Giovanni Chiari
Dirigente Medico Pediatra
Centro Regionale di
Diabetologia Pediatrica
Azienda Ospedaliera Universitaria
Parma
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Presentazione
Il Progetto 'Health promoting
Hospitals' è stato avviato dall'Ufficio Europeo
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e discende dal movimnto internazionale
che sostiene la promozione della salute: i suoi principali punti di riferimento
sono la Carta di Ottawa, la Dichiarazione di Budapest e le Raccomandazioni di
Vienna.
Questo progetto è basato sullo sviluppo di Reti regionali e
nazionali di Ospedali per la promozione della salute e le Reti
Emiliano-Romagnola e Toscana hanno collaborato per la produzione di questo
opuscolo, intendendo con ciò anche valorizzare il patrimonio di ricerca,
attività ed esperienza acquisita dai due Centri di riferimento regionale di
Diabetologia pediatrica di Parma e Firenze.
L'Ospedale per la Promozione della salute si pone l'obiettivo di
ri-orientare la struttura ospedaliera verso azioni di promozione della salute,
attivando processi che mettano in grado i clienti dell'ospedale di aumentare
il controllo sulla propria salute e di migliorarla.
L'"empowerment for health" diventa una funzione
integrante dell'Ospedale, che testimonia l'appropraizione culturale ed
operativa dell'idea della promozione della salute del suo personale, dei
pazienti e delle loro famiglie.
Questa iniziativa testimonia appunto l'intento di fornire alle
famiglie dei bambini diabetici uno strumento di consultazione ed orientamento
che possa accompagnare utilmente, arricchendolo, il rapporto instaurato con i
professionisti ospedalieri e universitari.
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Il Coordinatore della Rete HPH
Emiliano-Romagnola
(Dr.ssa Mariella Martini)
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Il Coordinatore della Rete HPH
Toscana
(Dr. Paolo Marchese Morello)
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Prefazione
I genitori dei ragazzi con diabete
conoscono bene l'utilità di una pubblicazione di riferimento per il trattamento
del diabete a casa, in viaggio, in vacanza. Avere a portata di mano un manuale
di comportamento accresce la sicurezza, la serenità, l'indipendenza dalla
malattia, più sinteticamente, aiuta a migliorare la qualità della vita. Qualcuno
ha scritto che la persona con diabete che conosce di più la propria condizione
vive meglio e più a lungo. E' vero, ed i benefici si riflettono anche sulla
famiglia. Ben venga quindi la stampa di opuscoli, vademecum e quant'altro serva
a spiegare al ragazzo ed alla sua famiglia cos'è il diabete e come si possa
vivere e convivere con il diabete.
Di fronte a questo opuscolo voluto
congiuntamente dalle Regioni Emilia Romagna e Toscana, dove la cura del bambino
con diabete ha raggiunto livelli di eccellenza tanto da diventare un modello per
le altre Regioni italiane ed europee, i motivi di soddisfazione sono
particolari. Per la prima volta, va alle stampe una pubblicazione che ha per
programma non la cura in sè, ma la promozione della salute del bambino con
diabete. Finalmente, il bambino con diabete al centro di un'azione che si occupa
e preoccupa della sua salute fisica, psichica e sociale in rapporto con
l'ambiente in cui egli vive, studia, gioca e .... si ricovera.
Vi è un momento critico nella storia di
ogni bambino con diabete che le famiglie caricano di ansia e apprensione: è il
giorno della dimissione dall'ospedale quando il distacco dall'èquipe curante
viene vissuto come un abbandono. In questo passaggio così delicato, la consegna
alla famiglia di un opuscolo come quello che qui viene proposto renderà
senz'altro il passaggio meno traumatico e fornirà ai genitori una provvidenziale
rete di salvataggio. Tra ospedale e cliente continuerà così un dialogo che avrà
i suoi momenti di maggiore intensità nelle visite in ambulatorio e nell'accesso
alle risorse professionali e strumentali dell'Azienda i cui obiettivi sono,
sicuramente, quelli di curare, ma anche e soprattutto di promuovere la salute
dei propri clienti.
Gli Autori non hanno voluto scrivere un
manuale alternativo a quelli che già esistono e che riflettono le naturali
differenti impostazioni di scuola tra un Centro diabetologico e l'altro. Si sono
limitati ad esporre in maniera semplice ed esemplare i principi basilari utili a
promuovere e mantenere la salute anche dei bambini con diabete, validi e
applicabili in ogni Paese. Proprio grazie a questa universalità, l'opuscolo
merita la più ampia diffusione, non solo nel nostro Paese.
Viviamo in un'epoca di importanti flussi
immigratori e le cosidette minoranze etniche sono divenute una realtà popolosa
in tutte le nostre regioni. Nei centri diabetologici pediatrici sta aumentando
drammaticamente il numero di bambini con diabete appartenenti alle etnie più
diverse. Anche ad essi dobbiamo pensare. Dobbiamo fornire ai loro genitori le
stesse informazioni che offriamo a noi stessi pur coscienti che la non
padronanza della nostra lingua rende problematico il conseguimento di tale
obiettivo. Ecco allora che questo opuscolo può venirci in aiuto: opportunamente
tradotto potrà estendere il suo concreto messaggio di promozione della salute ai
bambini con diabte curdi, palestinesi, magrebini, rumeni, afgani, albanesi e
così via. Sono certo che le due Regioni Emilia Romagna e Toscana, così impegnate
nel sociale, comprenderanno questo appello e non esiteranno a realizzarlo.
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Nino Cocconcelli
Presidente Coordinamento tra le Associazioni
Italiane Giovani Diabetici
(AGD-Italia)
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Introduzione
Cari Genitori,
con questa guida vorremmo porVi nelle
condizioni migliori per conoscere le condizioni di salute della Vostra bambina o
bambino, capire gli eventuali stati di disagio che può vivere, individuare i
momenti ed i sintomi di difficoltà, mettere in atto gli interventi che
consentano un equilibrato stile di vita e una serena crescita emotiva ed
intellettuale.
Il diabete non preclude la possibilità di sviluppare tutte le potenzialità della
crescita infantile e di accedere a tutte le opportunità offerte al bambino -
scolastiche, ludiche, sportive, e così via: ha solo necessità di adeguate
precauzioni che consentano di evitare squilibri metabolici, mantenedo così il
pieno stato di salute.
Per fare questo occorrono conoscenze, attenzioni e capacità che possono essere
acquisite e poste in atto sia dai familiari che dal bambino stesso, man mano che
acquista padronaza di sè.
E' proprio questo il significato della promozione della salute: fornire
alle persone possibilità e capacità di controllare la propria salute e
migliorarla, per perseguire la individuale crescita affettiva, intellettuale,
economica, etica e spirituale.
La Vostra bambina o il Vostro bambino potrà crescere serenamente, maturare le
proprie aspirazioni perseguirle e conseguirle, praticare liberamente i propri
interessi e fornirVi per questo profonde gratificazioni: in questo processo loro
stessi e le famiglie potranno contare sul supporto dei servizi sanitari e dei
professionisti che li animano.
In questo percorso comune avremo modo quindi di conoscerci sempre più e di
approfondire meglio i contenuti e le indicazioni di questa Guida: per qualsiasi
chiarimento è opportuno infatti rivolgersi ai servizi sanitari, i quali
confideranno sempre, dal canto loro, nella Vostra piena collaborazione.
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| DIABETE:
PERCHE', COME, CHE COSA FARE |
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La
produzione
di insulina
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Alcuni bambini si ammalano di diabete mellito perché sono predisposti alla
malattia e perchè le loro cellule che fabbricano l'insulina vengono
distrutte dall' organismo che le contiene scambiandole per cellule nemiche.
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L'insulina è l' ormone che consente all'organismo di vivere attraverso
l'utilizzazione del glucosio che è lo zucchero più raffinato che ci sia. In
mancanza di insulina, il glucosio si accumula nel sangue e l' organismo
digiuna e soffre; per rimediare al digiuno forzato e al disagio, l'organismo
si rivolge allora ai grassi del sottocute per ricavare da essi il carburante
alternativo, i chetoni. |
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Il consumo dei grassi fa dimagrire il bambino e i chetoni non utilizzati a
fini energetici lo intossicano; egli allora incomincia a respirare male e ad
avere disturbi della coscienza; il suo alito "sa di acetone". Il glucosio
presente in grande quantità nel sangue passa attraverso i reni dai quali
straripa per eccesso nell'urina; in questo passaggio si trascina dietro
molta acqua e il bambino inizia a urinare spesso, a bere e a disidratarsi.
A questo punto, un esame del sangue rivela alti livelli di glucosio
(iperglicemia) e quello delle urine la presenza di glucosio (glicosuria) e
di chetoni (chetonuria).
Un bambino che si trova in queste condizioni viene in genere ricoverato in
ospedale dove è curato con la somministrazione per via endovenosa di liquidi
e di insulina. Nel giro di poche ore e grazie proprio alla disponibilità di
insulina, l'organismo ritorna ad utilizzare il glucosio e a risparmiare i
grassi. Progressivamente, il livello di glucosio nel sangue (glicemia) si
normalizza e quello dei chetoni nel sangue e nelle urine si azzera.
Parallelamente, il bambino beve e urina meno, ritorna a respirare e a
reagire normalmente. |
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Come può
essere
somministrata
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Per conservare questo ritrovato equilibrio metabolico, il bambino dovrà
continuare a iniettarsi l'insulina più volte al giorno, tutti i giorni, per
il resto della sua vita. |
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Il Diabete mellito nel bambino non si cura solo con l'insulina, occorre
affiancarle un'alimentazione regolare, un' attività fisica adeguata all'età
e la capacità di gestire in autonomia la malattia. |
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Nel 1674, Thomas Willis (1621-1675), Regius
Professor a Oxford in "Pharmaceutice Rationalis" riporta per primo il
sapore dolce dell'urina diabetica. E' la riscoperta - dopo secoli di
silenzio - di quanto l'antica medicina indiana aveva trovato e tramandato
in Oriente e non oltre.
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IL TRATTAMENTO CON INSULINA |
Perchè ci
si ammala

Cosa
succede a
un bimbo
che ha il
diabete
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L'insulina è un ormone che viene prodotto nel pancreas (un organo situato
dietro lo stomaco) da alcune cellule chiamate "beta". Poiché l'insulina è
indispensabile per la vita, le cellule-beta la producono in continuazione
("ritmo basale"), giorno e notte, con accelerazioni e frenate in base ai
livelli di glucosio nel sangue. Quando questi livelli si abbassano, come nel
digiuno prolungato, le cellule-beta riducono la produzione di insulina;
quando invece tendono ad innalzarsi, come dopo un pasto, l'aumentano. Nel
bambino con diabete questo automatismo non esiste più in quanto le cellule
beta del suo pancreas sono andate distrutte.
Della maniera di produrre insulina nel bambino senza diabete ci si deve
servire come modello per impostare la cura del suo coetaneo con diabete.
Per ora, l'insulina viene somministrata al bambino con diabete per via
sottocutanea con una siringa o con altri strumenti comunque forniti di ago
che è sottile, affilato, "indolore". Il futuro prossimo sembra riservare
alternative interessanti alla siringa come la somministrazione di insulina
attraverso i polmoni e il naso. Almeno, per ora, quella per bocca non sembra
praticabile poiché l'insulina viene attaccata e distrutta dagli enzimi della
digestione.
Per cercare di ricostruire nel bambino con diabete il modello naturale di
produzione dell'insulina bisogna ricorrere a più iniezioni al giorno, almeno
una prima di ogni pasto principale. Il numero minimo è di tre iniezioni, ma
quattro sono ancora meglio.
Per quest'opera di ricostruzione del modello naturale si hanno a
disposizione, oggi due tipi di insulina di differente composizione: |
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Insuline umane biosintetiche: sono
insuline prodotte in laboratorio rispettando fedelmente la struttura
dell'insulina umana naturale. |
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Analoghi dell'insulina: sono insuline sempre prodotte in laboratorio, ma
con una struttura modificata rispetto a quella dell'insulina umana naturale;
di questa conservano gli effetti biologici che possono essere, rispetto a
quelli delle insuline biosintetiche, ora molto precoci ora molto rallentati. |
In base alla loro durata di azione, le insuline possono essere:
Tempi
d'azione
dell'insulina

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Ad azione rapida: le insuline umane
biosintetiche entrano in azione 30 minuti dopo l'iniezione, raggiungono
la massima concentrazione nel sangue entro le successive 2 ore e si
esauriscono entro 6 ore dalla somministrazione; gli analoghi
dell'insulina umana entrano in azione già 5 minuti dopo l'iniezione (per
questa proprietà sono dette anche "insuline ultrarapide"), raggiungono il
massimo dopo 1-3 ore e si esauriscono dopo 3-5 ore. La differente precocità
di azione di questi due tipi di insulina dipende dalla loro composizione.
L'insulina biosintetica ha una struttura più complessa di quella analoga;
prima di essere assorbita dal punto di iniezione, deve trasformarsi da
complessa in semplice e questo processo richiede parecchi minuti, molti di
più rispetto all'analogo dell'insulina che, avendo una composizione già
semplice, entra subito nel sangue e si distribuisce rapidamente nel corpo.
Il. E' questo il motivo fondamentale per il quale si raccomanda di lasciare
intercorrere almeno 30 minuti fra l'iniezione di un'insulina umana
biosintetica e l'inizio del pasto; i minuti possono scendere a 5 nel caso di
un analogo dell'insulina. |
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Ad azione intermedia: le insuline umane
biosintetiche ad azione intermedia entrano in azione circa 90 minuti dopo
l'iniezione, raggiungono la massima concentrazione nel sangue entro 4-6 ore
e si esauriscono dopo 12-20 ore; quelle analoghe ad azione intermedia
incominciano ad agire 60-90 min. dopo l'iniezione, non hanno praticamente un
massimo di azione, ma piuttosto un plateau costante della durata di circa 24
ore; sotto questo aspetto, gli analoghi intermedi riescono a fornire una
disponibilità di insulina relativamente costante molto simile a quella del
"ritmo basale" del modello naturale. |
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L'insulina è contenuta in flaconi; i flaconi che si usano ogni giorno si
devono conservare a temperatura ambiente; quelli di riserva si devono tenere
in frigorifero tra +4 e +8 °C. Si deve evitare di mettere l'insulina nel
congelatore perché in questo modo si altera e non funziona più.
Se si viaggia in aereo non bisogna mai lasciare i flaconi d'insulina nel
bagagliaio perché ad alte quote la temperatura si abbassa e provoca il
congelamento; se si viaggia in auto non lasciarli mai sul vano del
finestrino posteriore perché l'elevata temperatura denatura l'insulina.
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L'insulina può essere iniettata attraverso la cute
fondamentalmente con due strumenti: |
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Siringhe: sono siringhe monouso da 1 ml
e contengono 100 unità, sono di plastica e sterili. L'ago è sottilissimo con
lubrificazioni particolari così da rendere la puntura praticamente indolore. |
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Stiloiniettore: lo strumento ha
l'aspetto di una normalissima penna per scrivere; in realtà, al posto del
pennino ha un ago e a quello della carica di inchiostro un flaconcino di
insulina. Le unità di insulina vengono programmate mediante un dosatore
semplice e preciso e iniettate spingendo su un pistone. Questo tipo di
"penna" è molto maneggevole, soprattutto fuori casa, è di facile trasporto e
di minimo ingombro. |
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Microinfusori: sono apparecchi di
piccole dimensioni (un pacchetto di sigarette) forniti di un motorino
elettrico a pila che aziona una siringa contenente insulina. L'insulina
viene iniettata sottocute attraverso un tubicino a velocità programmabile.
Con il microinfusore è possibile ricostruire fedelmente il modello naturale
della secrezione di insulina. Il microinfusore è solitamente posto alla
cintura dei pantaloni. Questi apparecchi possono essere utilizzati anche in
età pediatrica, ma richiedono un addestramento particolare. |
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Il sistema d'iniezione più usato in Pediatria continua ad essere la
siringa.
Qui vengono forniti alcuni consigli per preparare una giusta dose d'
insulina e iniettarla correttamente.
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Prima di riempire la siringa
è buona norma controllare il tipo di insulina e la data di scadenza;
capovolgere dolcemente il flacone e disinfettare il tappo del flacone.
Se si deve iniettare un solo tipo di insulina:
- Far retrocedere lo stantuffo della siringa fino alla gradazione
corrispondente alla dose di insulina da iniettare (1);
- introdurre l'ago nel tappo di gomma del flacone e spingere lo stantuffo
per immettere l'aria contenuta nella siringa (2);
- capovolgere il flacone, aspirare lentamente l'insulina e se non si formano
bolle di aria, aggiustare con precisione la graduazione desiderata (3);
- se si formano bolle d'aria farle risalire verso il cono della siringa
agendo con piccoli colpi del dito indice ed espellerle (4).
Se si deve iniettare una miscela di due insuline:
- Fare retrocedere lo stantuffo della siringa fino alla graduazione
corrispondente alla dose di insulina ad azione intermedia da somministrare;
- introdurre l'ago nel tappo del flacone di tale insulina e immettervi
l'aria contenuta nella siringa;
- estrarre la siringa vuota con l'ago;
- far retrocedere di nuovo lo stantuffo fino alla graduazione corrispondente
alla dose di insulina ad azione rapida;
- introdurre l'ago nel tappo del flacone dell'insulina rapida ed immettervi
l'aria aspirata;
- capovolgere il flacone dell'insulina rapida, aspirare una dose in eccesso,
eliminare le bolle di aria e aggiustare la dose desiderata;
- estrarre l'ago dal flacone di insulina ad azione rapida;
- capovolgere il flacone di insulina ad azione protratta, innestarvi l'ago e
aspirare lentamente le dosi desiderate;
- estrarre l'ago e praticare l'iniezione.
L'iniezione di insulina deve essere praticata nel tessuto
sottocutaneo in profondità; le zone di iniezione dovrebbero comprendere la
porzione antero-esterna delle cosce, la faccia esterna delle braccia, la
parete anteriore dell'addome. E' importante ruotare la sede di iniezione per
evitare che si formino le lipodistrofie, zone in cui vi è accumulo di
tessuto grasso e fibroso che a lungo andare riducono l'assorbimento
dell'insulina.
Come eseguire l'iniezione:
- disinfettare la cute mediante alcool;
- pinzare la cute tra pollice e indice;
- tenere la siringa con l'altra mano come se fosse una penna;
- affondare per l'intero ago obliquamente nella piega della cute in modo da
formare un angolo di 45 gradi;
- aspirare per accertarsi che l'ago non sia penetrato in vaso sanguigno (se
compare sangue nella siringa mutare sede di iniezione e cambiare siringa);
- iniettare l'insulina;
- allentare la pressione sulla cute;
- estrarre l'ago e comprimere il punto di iniezione con un tampone in modo
da evitare eventuale fuga di insulina.
Il fabbisogno giornaliero di insulina, dopo il primo anno di malattia, si
stabilizza attorno a 0,8-1 Unità per ogni chilo di peso corporeo. La dose
complessiva viene in genere distribuita in tre o quattro iniezioni
utilizzando i diversi tipi di insulina ora singolarmente ora miscelati fra
di loro. I due schemi più utilizzati sono: |
fabbisogno
giornaliero
di insulina
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1. |
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ore 07:00 |
insulina ad azione
rapida + insulina ad azione intermedia |
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ore 13:00 |
insulina ad azione
rapida |
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ore 20:00 |
insulina ad azione
rapida + insulina ad azione intermedia |
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2. |
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ore 07:00 |
insulina ad azione
rapida |
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ore 13:00 |
insulina ad azione
rapida |
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ore 20:00 |
insulina ad azione
rapida |
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ore 22:30 |
insulina ad azione
intermedia |
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Se fra un'iniezione e l'altra si riscontra una glicemia > 250 mg/dl conviene
iniettare subito una dose supplementare di insulina ad azione rapida (1
Unità ogni 50 mg di glicemia in più del valore ideale di 150 mg/dl fino a un
massimo di 3 Unità). In altri termini, fare quello che farebbe il pancreas
se fosse in grado di produrre ancora insulina. |
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L'ALIMENTAZIONE
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Il bambino con diabete deve rimanere in buona salute e crescere come i suoi
coetanei non diabetici. Per questo motivo deve mangiare quantità normali di
carboidrati, proteine, grassi e altri alimenti come latte, verdure, frutta.
Questi alimenti vanno in genere distribuiti in 2 pasti principali (pranzo,
cena) e 3 pasti secondari (prima colazione, spuntino a metà mattina e
merenda) e devono fornire una quantità di energia adatta all' età del
bambino. |
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Come il peso si misura in chilogrammi e la
statura in centimetri, così l' energia si misura in calorie.
Le calorie sono la quantità di "calore" (energia) che si sviluppa quando il
cibo viene "bruciato" all' interno del corpo. La quantità di energia
(calorie) di cui un bambino ha bisogno si può calcolare in base all' età:
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fino all'età di 8 anni
oltre gli8 anni
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1000 calorie + 100 calorie
x anno di età
1400 calorie + 50 calorie
x anno di età
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- fino ad un massimo di 2800 calorie per i maschi e 2200 calorie per le
femmine. |
Un buon piano
alimentare

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In un buon piano alimentare, i carboidrati
devono fornire circa il 55% del fabbisogno di calorie, i grassi il 30% e le
proteine il 15%. Occorre inoltre sapere che 1 grammo di carboidrati e 1 gr
di proteine forniscono 4 calorie ciascuno e che 1 grammo di grassi ne
fornisce 9.
La corretta alimentazione giornaliera deve contenere alimenti di ogni tipo e
almeno nelle prime settimane di diabete è conveniente pesare le porzioni
fino a che si impari a fare le cose bene "a occhio". Nel programma
alimentare giornaliero la quantità dei cibi deve seguire l'organizzazione di
una piramide alla cui base stanno gli alimenti da preferirsi e al vertice
quelli da assumersi con parsimonia: |
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I dolci
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I dolci (e gelati) sono concessi un paio di volte alla
settimana, alla fine di un pasto principale quando la presenza contemporanea
di altri alimenti e verdure rallenta il loro assorbimento modificando di
poco la glicemia. Sconsigliati in quanto inutili i cosidetti "dolci per
diabetici".
A chi non vuole rinunciare al sapore dolce degli alimenti e delle bevande si
consiglia di sostituire lo zucchero comune con dolcificanti sintetici quali
saccarina, ciclamato e aspartame, gli unici che non sviluppano calorie.
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L' ATTIVITA' FISICA
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Sport
sconsigliati
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L' esercizio fisico facilita l'utilizzazione del cibo e, sotto questo
aspetto, può dare un aiuto all'insulina.
I bambini con diabete possono svolgere qualsiasi attività sportiva, fatta
eccezione per alcune molto impegnative come alpinismo, paracadutismo e
immersioni subacquee, non perché essi non siano adatti a questi sport, ma
perché correrebbero gravi rischi qualora il loro contenuto di glucosio nel
sangue si abbassasse all'improvviso. |
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Glicemia
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L'esercizio fisico non sempre abbassa la
glicemia, talvolta la fa aumentare. Per fare abbassare il livello di
glicemia occorre che nel corpo del bambino ci sia una quantità di insulina
sufficiente per consentire ai muscoli di utilizzare il glucosio che circola
nel sangue. Quando la disponibilità di insulina è scarsa o insufficiente, il
glucosio, già presente nel sangue in quantità elevate (> 250 mg/dl), non può
essere utilizzato, si accumula ulteriormente nel sangue e l'organismo è
costretto a rivolgersi ai chetoni per ottenere l' energia di cui ha bisogno
(vedi anche Premessa). In queste situazioni, il bambino con diabete poco
controllato può trovare, alla fine dell'esercizio fisico, iperglicemia e
chetoni nelle urine (chetonuria). |
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Iperglicemia
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Il bambino che ha un buon controllo del proprio
diabete e che esegue esercizio fisico può correre il rischio di fare
abbassare troppo (ipo-) la propria glicemia e avere dei disturbi a causa
di questa ipo-glicemia. Questi inconvenienti possono essere prevenuti con
una serie di precauzioni che variano a seconda dell' intensità
dello sforzo:
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per sforzi fisici moderati (ginnastica, giochi all'aria aperta,
cicloturismo, judo, danza) può essere sufficiente diminuire del 20% la
dose di insulina che copre il periodo di tempo durante il quale si intende
svolgere l' attività fisica; norma prudenziale è svolgere l'esercizio
entro le 3 ore che seguono il consumo di un pasto principale.
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per sforzi fisici intensi (sci, competizioni in genere, corsa o
marcia) occorre diminuire la dose di insulina anche del 50% in base alla
durata e all'intensità dell'esercizio.
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A prescindere dall'intensità dello sforzo, ma soprattutto se questo è
intenso, è buona norma che l'insulina venga iniettata in zone non
coinvolte nell'esercizio fisico e che il bambino beva acqua zuccherata
(200 ml ogni 30 minuti), meglio se arricchita di sali (fanno allo scopo le
soluzioni gluco-elettrolitiche in commercio). L'ingestione di queste
bevande consente anche all'organismo di risparmiare le proprie riserve di
glucosio tenendole così a disposizione per le ore successive allo sforzo
durante le quali l'organismo continua a consumare normalmente glucosio.
Nel limite del possibile è utile dosare la glicemia all'inizio e alla fine
dello sforzo fisico.
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IL CONTROLLO DEL DIABETE A CASA E IN AMBULATORIO
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Dove e
quando
prendere
informazioni
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Il diabete mellito è una malattia cronica che va curata più a casa che in
ospedale. Perché questo avvenga i genitori ed il bambino (quando collabora)
devono essere informati ed istruiti sulla malattia e sui controlli a
domicilio su sangue e urine. L'informazione va fornita durante il ricovero
nei giorni immediatamente successivi alla diagnosi di diabete con la
partecipazione dei medici, dell'infermiere, del dietista e dello psicologo
(quando necessario). Le notizie fondamentali vanno completate in ambulatorio
in occasione dei controlli clinici.
Per il controllo a casa del diabete ci si serve della conoscenza dei livelli
della glicemia, dell' eventuale presenza nelle urine di glucosio
(glicosuria) e di chetoni (chetonuria). |
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I livelli di glicemia si valutano almeno 3 volte al giorno prima o dopo i
pasti principali.
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Ci si serve di: |
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un pungidito che scalfisce la cute per farne uscire una goccia di sangue
(si raccomanda di preferire le zone periferiche del polpastrello meno
dolorose e più ricche di sangue); |
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strisce munite di una zona reattiva che cambia di colore a seconda
del valore della glicemia o strisce da inserire in apparecchi (reflettometri)
capaci di leggere il valore effettivo della concentrazione di zucchero
presente nella goccia di sangue. |
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Prima di utilizzare il pungidito, occorre che il bambino si lavi bene le
mani con sapone e acqua calda che serve anche per fare affluire più sangue
nella zona da scalfire.
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Controlli per
verificare
l'efficacia del
trattamento
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La glicosuria e la chetonuria sono due esami che si praticano sulle urine in
concomitanza con le glicemie. Si utilizzano strisce con due zone reattive,
una per la glicosuria e l'altra per la chetonuria. La lettura viene eseguita
per confronto su una scala colorimetrica riportata sul contenitore delle
strisce. |
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Il trattamento è efficace quando: |
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le glicemie prima dei pasti oscillano tra 100 e 150 mg/dl e 120 minuti dopo
i pasti tra 150 e 200 mg/dl; |
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la glicosuria e la chetonuria sono assenti. |
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In caso contrario, occorre adattare il trattamento agendo ora
sull'alimentazione ora sulle dosi di insulina sotto controllo medico. |
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Questi controlli sono l'unico mezzo per verificare se il trattamento in
corso è efficace o se necessita d'essere modificato. |
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COME COMPORTARSI IN CASO DI... MALATTIA CONCOMITANTE INTERCORRENTE
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Per incominciare, una raccomandazione basilare. In caso di febbre o
malattia: |
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Non fare l' errore di sospendere le iniezioni di insulina !!!
Può essere fatale
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In assenza di diarrea e vomito: |
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praticare la dose abituale
di insulina; |
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mantenere l'alimentazione
solita e, soprattutto se la temperatura corporea è >= 38°C, arricchirla con
soluzioni gluco-elettrolitiche (Es. Idravita, Ges ecc); |
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verificare glicemia e
chetonemia ogni 3 ore. In genere, l'iperglicemia si accompagna a
iperchetonemia . Il bambino che si trova in tale situazione tende a
disidratarsi e perde sodio, potassio, calcio, magnesio e fosforo. A maggior
ragione egli deve bere liquidi arricchiti di elettroliti; |
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per glicemia >= 250 mg/dl
e chetonemia >= 1,5 mmol/l (accompagnata o meno da chetonuria), praticare
un'iniezione supplementare di 1-4 U di insulina ad azione rapida utilizzando
per il calcolo questa formula pratica: 1 U di insulina ad azione
rapida ogni 50 mg di glicemia oltre il target di 150 mg/dl [Esempio per
glicemia di 300 mg: (300 - 150) : 50 = 3 (unità da iniettare)].
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In presenza di diarrea e vomito: |
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verificare glicemia e
chetonemia ogni 3 ore; |
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se glicemia <= 150 mg/dl e
chetonemia <= 1,5 mmol/l: ridurre del 25-50% la sola frazione di insulina ad
azione rapida; |
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se coesistono glicemia >=
250 mg/dl, chetonemia >= 1,5 mmol/l (accompagnata o meno da chetonuria) e
glicosuria: praticare la dose abituale di insulina per intero; |
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se nei controlli si
confermano iperglicemia e iperchetonemia (indipendentemente dalla chetonuria):
praticare un'iniezione supplementare di 1-4 U di insulina ad azione rapida
secondo la regola prima ricordata; |
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in caso di rifiuto
dell'alimentazione: assumere soluzioni gluco-elettrolitiche fredde a piccoli
sorsi (1 cucchiaio da minestra ogni 5 minuti). |
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SEGNI
E SINTOMI
IPERGLICEMIA
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Durante una malattia intercorrente è indispensabile compensare la perdita di
liquidi e sali. Il loro bilanciamento ha come obiettivo quello di mantenere
normale la capacità di filtrazione del rene. |
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In mancanza di un inadeguato
apporto di liquidi, la filtrazione del rene diminuisce e il glucosio si
accumula nell'organismo, facendo così aumentare la glicemia. |
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I controlli della glicemia e della chetonuria vanno ripetuti a intervalli di
3 ore fino alla loro normalizzazione. |
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Se l'iperglicemia e la chetonuria persistono, nonostante le correzione
estemporanee con insulina, può comparire la chetoacidosi. |
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I segni di allarme
della cheto-acidosi sono:
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sete; |
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bisogno frequente di urinare; |
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affaticamento. |
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I sintomi della
cheto-acidosi sono:
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nausea, vomiti, dolori addominali; |
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respiro rapido; |
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torpore fino a coma. |
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Alla comparsa di questi segni e sintomi il bambino va portato in ospedale. |
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Il bambino con diabete e con una malattia concomitante intercorrente può
assumere tutti i farmaci di cui ha bisogno.
Infatti: |
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non esistono controindicazioni all' impiego dei comuni antipiretici (paracetamolo,
acido salicilico) e degli antibiotici sotto forma di compresse o capsule in
quanto non interferiscono con la situazione metabolica; |
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l'impiego di farmaci confezionati in sciroppi a contenuto zuccherino del
commercio, in genere, non producono iperglicemia. |
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L' impiego prolungato di alcuni farmaci può modificare il livello della
glicemia. Fra quelli che possono fare aumentare la glicemia in quanto
contrastano l' azione dell' insulina vi sono: |
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I corticosteroidi: diminuiscono la sensibilità all'insulina a
livello del fegato e dei muscoli provocando un aumento di liberazione di
glucosio dal fegato e una diminuita captazione dello stesso da parte dei
muscoli e del tessuto grasso. Il fenomeno può accadere anche quando questi
farmaci vengono assunti per via inalatoria o locale. |
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Fra i farmaci pediatrici che possono produrre ipoglicemia vanno
ricordati : |
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Gli analgesici e gli anti-infiammatori: se assunti in dosi elevate
inibiscono la liberazione del glucosio dal fegato. |
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SEGNI E
SINTOMI
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IPOGLICEMIA
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Con questo termine si indica un'emergenza del trattamento del diabete che
avviene quando il contenuto di glucosio nel sangue (glicemia) scende tanto
in basso (ipo) da provocare disturbi nel bambino.
Pallore, sudorazione, fame, affaticamento muscolare, gambe malferme, dolori
addominali, disturbi della visione, turbe del comportamento (indifferenza,
eccitazione, crisi di pianto, eccessi di collera e riso), perdita di
conoscenza e convulsioni sono le molteplici modalità con le quali l'
ipoglicemia può manifestarsi nel bambino. In genere, questi sintomi
compaiono quando la glicemia scende al di sotto di 50 mg/dl; ma in alcuni
bambini possono presentarsi anche per valori più elevati.
Le cause possono essere: dosi di insulina troppo grandi, massaggio muscolare
intenso nella zona di iniezione dell'insulina, sforzo fisico importante,
scarsa alimentazione. |
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Che cosa fare?
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Se l'ipoglicemia non è grave ( glicemia tra 70-60 mg/dl, a questi
livelli di glicemia il bambino è ancora in grado di deglutire e
collaborare): |
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far sedere il bambino e tranquillizzarlo; |
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somministrare 3 zollette di zucchero e un
pezzo di pane per stabilizzare definitivamente la glicemia; |
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controllare la glicemia a intervalli di 15
min. Se la glicemia non ha superato i 100 mg/dl somministrare altre 3
zollette di zucchero. |
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Se l'ipoglicemia è grave (glicemia inferiore a 50
mg/dl) e manca il riflesso della deglutizione si deve: |
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iniettare per via intramuscolare 1mg di glucagone, l'ormone che è in
grado di fare innalzare il contenuto di glucosio nel sangue prelevandolo
dal fegato; |
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misurare la glicemia a intervalli di 10 minuti finchè il
bambino non ha ripreso conoscenza; |
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fare ingerire al bambino appena riacquista il riflesso
della deglutizione 3 zollette di zucchero disciolte in acqua a piccoli
sorsi. |
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QUALCHE SUGGERIMENTO PRATICO IN TEMA
DI...
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Viaggi
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Occorre avere a portata di mano, e non in valigia, tutto l'occorrente per il
trattamento (insulina, siringhe, strisce per glicemia, strisce per urine,
zuccherini, glucagone). Se si va all'estero, bisogna premunirsi di un
certificato medico multilingue per giustificare il trasporto di materiale
sanitario e almeno di due tessere di riconoscimento dello stato di diabete.
Se il viaggio è molto lungo e comporta il cambiamento del fuso orario il
giovane diabetico deve ricordarsi che:
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se la giornata si accorcia, conviene diminuire preventivamente di 2-4 U
la dose di insulina ad azione ritardata; |
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se la giornata si allunga può essere necessario praticare oltre alla
dose abituale un'iniezione in più di insulina ad azione rapida prima del
pasto straordinario. |
Una volta ritornati a casa riprendere l'insulinoterapia abituale in
funzione dell'ora locale.
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Guida di un veicolo
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La guida di un veicolo richiede qualche precauzione.
Prima di partire occorre:
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diminuire la dose complessiva di insulina di 1-2 unità in caso di
viaggio lungo; |
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procurarsi un kit di glucagone |
Durante il viaggio:
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fare brevi tappe e frequenti; |
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garantire un apporto alimentare glucidico frazionato; |
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tenere zollette di zucchero a portata di mano; |
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nel dubbio di malessere fermarsi subito e provare la glicemia; |
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in caso di sintomi anche leggeri arrestare la marcia immediatamente e
assumere zucchero; |
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se il viaggio è lungo e per giunta di notte è bene non affrontarlo da
soli. |
Bisogna evitare di assumere, come in qualsiasi altro momento, bevande
alcoliche a causa dei rischi di ipoglicemia.
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Igiene corporea
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E' indispensabile che, come tutti gli altri bambini, anche chi ha il diabete
curi la propria igiene corporea. In particolare deve sapere che:
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le carie dentarie possono influire negativamente sul controllo della
glicemia; il giovane diabetico dovrebbe andare dal Dentista per
controlli almeno due volte l'anno e se necessario iniziare cure
tempestive; |
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la mancata cura dei piedi può provocare seri problemi alla deambulazione
e al controllo delle glicemia. Occorre quindi lavare i piedi
quotidianamente con pediluvi tiepidi di breve durata per evitare la
macerazione della cute, asciugare accuratamente specie tra un dito e
l'altro, nonché ammorbidire la cute secca con creme idratanti; non usare
scarpe troppo strette. |
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Materiale necessario al giovane
diabetico
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Nella casa di un bambino con diabete non devono mai mancare:
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flaconi di insulina (concentrazione 100 U/ml) che vanno conservati a
temperatura tra +4/ +8 °C; |
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siringhe per l'iniezione: siringhe monouso (da 100 U/ml) e
stiloiniettori; |
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disinfettanti che servono per disinfettare la cute prima di ogni
iniezione; |
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strisce per esame urine e glicemie (con pungidito automatico con
lancette monouso e reflettometro che legga le strisce reattive per le
glicemie stesse); |
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materiale di emergenza: Glucagone (1 mg) almeno 2 flaconi
preconfezionati, fiale di soluzione glucosata al 33% da iniettare per
via endovenosa, siringa da 20 ml, aghi monouso e laccio emostatico. |
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I TEMPI |
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NELLA PRATICA |
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GLI STRUMENTI |
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ATTENZIONE |
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Ringraziamenti
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AGD Italia ringrazia tutte le persone e gli Enti che hanno
contribuito alla pubblicazione di questo vademecum e che ci hanno concesso
di metterlo in rete a disposizione di tutti i genitori di bambini con
diabete.
Da un idea di:
Maurizio Vanelli
Marco Evi Martinucci
Ciro Capuano
Fabrizio Simonelli
Realizzazione grafica:
Novella Notari
Gli Enti:
Azienda Unita Sanitaria Locale Reggio Emilia
Centr di coordinamento regionale della Rete Emiliano-Romagnola degli
Ospedali per la Promozione della Salute
Ospedale 'S. Anna' - Castelnovo ne' Monti
Fondazione Meyer di Firenze
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